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Biografia

 

Aleida Lima nasce a Capo Verde, nell’isola di S. Vincente, il 13 ottobre del 1988.

 

Viene iscritta all’anagrafe come  Aleida Soraia Lima Lopes, nome sognato e scelto da una bambina del quartiere. Il 14 novembre del 1996 calpesta il suolo romano in compagnia della sorella maggiore.

 

Tempo un paio di giorni per riposarsi, ed è subito trascinata dai genitori a scuola.

 

Per la vicinanza con l’abitazione, frequenta la scuola elementare “Guido Alessi”: l’impatto è drammatico, per il primo anno non si ambienta, passa il tempo chiusa in biblioteca, il primo libro che legge in Italiano è la favola Biancaneve.

 

Inizia a svilupparsi in lei un amore estremo per la lettura tanto da chiuderle le porte ad ogni genere di contatto umano. Dopo sei mesi dall’arrivo a Roma, inizia a muovere i primi passi verso la scrittura. Troppo complicato, le poche conoscenze linguistiche non le permettono di decifrare in parole i suoi stati d’animo.

 

Interviene sua cugina (che in seguito quando deciderà di farsi battezzare diventerà sua madrina), docente di lettere all’università “La Sapienza” di Roma, Eleonora Barbieri, che la stimola a continuare a mettersi alla prova.

 

A nove anni comprende l’esigenza di una base culturale stabile, si apre il periodo dello studio e dell’avvicinamento all’arte, periodo che la porta all’età di undici anni a fare una pubblicazione sul web, dopo aver accettato la richiesta che le era stata fatta dalla preside dell’istituto che frequentava.

 

In questo periodo cambia abitazione e si trasferisce dal centro alla parte nord della città; qui incontra un’altra realtà sociale, fa amicizia con un gruppo di ragazzi (amicizia che ancora vive e muta di forma costantemente, a seconda dei mutamenti personali di ognuno).

 

Sempre a undici anni, anche sotto consiglio di Eleonora Barbieri decide di dedicarsi al volontariato.

 

Per la vicinanza a casa entra in un centro ricreativo per disabili. Esperienza che lei definisce mistica, e che porta avanti insieme alla sua passione per la pallavolo; non essendo molto alta e occupando all’epoca il ruolo di martello, doveva allenarsi continuamente.

 

Inizia, in questo centro, un laboratorio teatrale sotto la guida di Silvia Ragni, portando in scena i suoi scritti, adattati ai testi musicali di Brian Eno. Questa esperienza dura tre anni.

 

Dopo un esame splendido in cui ottiene il massimo dei voti in tutte le materie e un bacio accademico dalle docenti, si iscrive in un istituto tecnico commerciale, scatenando le ire delle docenti, che iniziano unitamente “un’azione di plagio”. Alla fine riescono nel loro intento: nel mese di  agosto Aleida Lima chiede il nulla osta per il Lucrezio Caro, liceo classico situato al centro.

 

I cinque anni trascorsi in quell’ambiente saranno fondamentale per la sua crescita culturale e personale, per questo non smetterà mai di ringraziare la testardaggine delle insegnanti.

 

Lascia la pallavolo per l’atletica, specializzandosi in resistenza, e in salto in lungo.

 

Durante il quarto ginnasio incontra Sandro Palmieri, responsabile di un gruppo di Giovani per la Pace della comunità di Sant’Egidio, fra i due inizia un rapporto stretto e importante di amicizia e di collaborazione, il lavoro di volontariato all’interno del gruppo la porta alla Camera per una conferenza stampa riguardo la legge sull’immigrazione, alla conoscenza di personaggi importanti come D. Green, all’epoca in carcere nel braccio della morte in Texas, che è stato poi giustiziato.

 

Questo tragico evento ha portato Aleida Lima a rivalutare i suoi “piani per il futuro”, e ad interessarsi al campo dei diritti umani. L’incontro avvenuto, in occasione della giornata mondiale contro la pena di morte, con Vera Chirwa, commissario dei diritti umani dell’Africa, la cambia ulteriormente; la sua attività all’interno della comunità si intensifica.

 

Durante l’annuale carovana per la pace, in giro per l’Italia, partecipa a conferenze ed ha l’occasione di presentare un concerto di pace in Piazza Maggiore a Bologna, e a Milano di incontrare il delegato di Beslan e l’ambasciatore degli Stati Uniti d’America, con cui ha un diverbio sugli aiuti ai paesi sottosviluppati.

 

A Roma prosegue la sua attività, organizzando incontri con i ragazzi e inizia una campagna di sensibilizzazione aiutandosi con la direzione del giornale d’istituto e come direttrice della rubrica dedicata al sociale.

 

Ricorda con piacere l’articolo scritto a due mani con una carissima amica sulla condizione fisica e spirituale dei senzatetto di Roma, articolo scritto dopo aver vissuto per una giornata intera con le persone intervistate.

 

La più grande soddisfazione la ottenne quando, sotto il periodo delle feste natalizie, convinse il consiglio d’istituto e il dirigente scolastico ad aprire la scuola di domenica per un pranzo sociale per i bambini italiani e stranieri che vivevano in condizioni di degrado; e come dice lei stessa: “mi sono candidata come rappresentante d’istituto e per un anno ho mantenuto il mandato solo per vedere quel giorno, studenti, bambini e personale scolastico (compreso un docente vestito da babbo natale), collaborare e riscoprire la propria umanità, insieme”.

 

Durante gli anni del liceo continua a scrivere. Compare in due antologie di poeti dopo aver vinto i concorsi, e parallelamente all’attività poetica e a quella giornalistica, cerca di perfezionare la sua personalissima tecnica narrativa, cimentandosi con il romanzo (ad oggi ha composto due romanzi inediti, che dice di non voler pubblicare per ora), e con una serie di racconti brevi.

 

Durante l’ultimo anno di liceo la sua vita muta rotta e inizia l’evoluzione che ancora oggi è in atto.

 

 

La minaccia di una malattia poi rivelatasi inesistente la porta alla stesura della sua prima silloge poetica “Frammenti distratti”; il viaggio fatto a settembre a Capo Verde le fa desiderare maggiormente di riallacciarsi con la cultura creola di cui fa parte. Nello stesso anno arriva finalista al concorso “La Valle dell’Aniene” organizzato dalla Casa Editrice Pagine, con la quale avvia una breve ma intensa collaborazione che la porta a condurre la trasmissione televisiva “Poeti e Poesia” (emanazione della nota rivista diretta da Elio Pecora) e al suo primo Salone del Libro di Torino, come responsabile di stand e consulente editoriale.

 

Attualmente frequenta la Facoltà di Scienze Politiche - Relazioni Internazionali presso “La Sapienza” di Roma, nell'intento di prendere la prima delle tre lauree che desidera ottenere, e continua la sua attività di scrittrice e di poetessa. Collabora attivamente con ESTRO-VERSO per la realizzazione di una grande Community artistico – letteraria.